Il “reddito di libertà” per le donne vittime di violenza, è una misura che aiuta le donne a intraprendere un percorso concreto di riappropriazione della propria libertà. Fa parte degli strumenti messi in campo nell’ambito del nuovo piano nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne.
Istituito il 20 luglio 2021 per favorire percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza, in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà, attraverso l’indipendenza economica. Il reddito di libertà è riconosciuto dall’Inps con un contributo di 400 euro mensili pro capite, in un’unica soluzione per massimo dodici mesi.
Destinato alle donne seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Il contributo è finalizzato a sostenere le spese per l’autonomia abitativa e personale.
I requisiti di accesso e le modalità di compilazione e presentazione della domanda sono descritte in dettaglio nella circolare 166/2021.